Tre domande a Domenico Orabona e Flaminia Mariani, rispettivamente presidente e vicepresidente di Ebiten, sui programmi e gli impegni dell’Ente bilaterale, a seguito del rinnovo delle cariche sociali.

EBITEN Pariscenti Orabona

Lo scorso settembre il Consiglio Direttivo di Ebiten ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali con scadenza 23 luglio 2028. Domenico Orabona è stato nuovamente nominato presidente in rappresentanza di Sistema Impresa, mentre Flaminia Mariani, è stata per la prima volta eletta vicepresidente in rappresentanza di Confsal e Fesica Confsal. I 3 consiglieri nominati da Sistema Impresa sono: Antonio De Franciscis, Giacomo Cuonzo e Massimo Rossini, mentre i 3 consiglieri nominati da Confsal sono Domenico Cutolo, Vincenzo Minissale e Alfredo Mancini. Abbiamo posto qualche domanda ai presidenti per capire le priorità del loro mandato e come Ebiten intende rafforzare il proprio ruolo a sostegno di imprese e lavoratori. La struttura tecnica continuerà a essere gestita dal direttore generale Matteo Pariscenti.

Tre domande al presidente di EBITEN Domenico Orabona

Domenico Orabona EBITENPresidente Orabona, il Consiglio Direttivo di Ebiten ha recentemente rinnovato le cariche sociali fino al 2028. Qual è il significato della sua riconferma e quali saranno le priorità del suo mandato?

La riconferma delle cariche sociali rappresenta un segnale importante di fiducia e di continuità rispetto al percorso intrapreso da Ebiten negli ultimi anni. È la conferma del valore del lavoro svolto e della solidità del modello bilaterale che abbiamo costruito insieme alle Parti Sociali. Il nostro obiettivo, per i prossimi anni, sarà quello di consolidare ulteriormente il ruolo di Ebiten come punto di riferimento per la promozione del benessere nei luoghi di lavoro, la formazione continua e la sicurezza. Vogliamo rafforzare la nostra presenza sul territorio, offrendo strumenti sempre più concreti e innovativi per sostenere imprese e lavoratori in una fase di grandi trasformazioni del mercato del lavoro.

In che modo Ebiten intende rafforzare il proprio ruolo a sostegno delle imprese nel prossimo quadriennio?

Ebiten continuerà a investire nel rafforzamento dei servizi dedicati alle imprese e ai lavoratori, promuovendo una bilateralità moderna, capace di anticipare i bisogni reali del sistema produttivo. Punteremo sull’innovazione, sulla digitalizzazione dei processi e su un’offerta formativa mirata alla crescita delle competenze, in particolare nei settori emergenti e nella transizione verde e digitale. Allo stesso tempo, rafforzeremo il dialogo con le imprese e le organizzazioni sindacali per costruire insieme politiche attive e interventi che contribuiscano concretamente alla competitività, alla sicurezza e alla sostenibilità del lavoro.

Il nuovo Comitato Esecutivo conferma una forte rappresentanza paritetica tra le parti sociali. Quale valore attribuite a questa continuità e come pensate di tradurla in iniziative concrete per lo sviluppo della bilateralità?

La pariteticità è il cuore pulsante della nostra identità. La collaborazione tra le Parti Sociali è ciò che garantisce equilibrio, trasparenza e concretezza alle nostre azioni. Questa continuità non è solo un valore istituzionale, ma un motore di sviluppo che ci consente di mettere al centro il dialogo e la condivisione delle scelte strategiche. Tradurremo questo spirito in iniziative concrete volte a valorizzare la bilateralità come leva di innovazione sociale: dal potenziamento dei servizi per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, all’ampliamento dei progetti di welfare e formazione. Ebiten continuerà a essere un luogo di incontro e di crescita, dove la collaborazione tra imprese e lavoratori diventa una risorsa competitiva per tutto il Paese.

Tre domande alla vicepresidente di EBITEN Flaminia Mariani

EBITEN Flaminia Mariani CONFSALVicepresidente Mariani, quali saranno le priorità del suo mandato nei prossimi anni?

Sì, anche se per me è la prima esperienza diretta di governance in Ebiten, con le nomine del 24 settembre scorso, si è dato sicuramente un segno di continuità e riconoscimento del lavoro svolto in passato, con il sempre valido modello bilaterale che l’Ente ha consolidato nel settore terziario. In un mercato del lavoro sempre più complesso e mutevole, il nostro mandato si concentra su priorità strategiche che rispondono alle esigenze reali di imprese e lavoratori: rafforzare le politiche di welfare integrato, promuovere percorsi formativi mirati che rispondano ai fabbisogni professionali emergenti, e specialmente intensificare gli interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Guardiamo con attenzione anche all’innovazione digitale delle imprese, per accompagnare i processi di trasformazione tecnologica con formazione e sostegno mirato.

In che modo Ebiten intende rafforzare il proprio ruolo a sostegno dei lavoratori nel prossimo quadriennio?

Intendiamo implementare progetti concreti di formazione professionale, non solo teorici, ma realmente calibrati sui settori produttivi locali e sulle evoluzioni normative, come previsto anche nei nostri Ccnl, nei quali welfare e formazione sono al centro. Inoltre, conserviamo e ampliamo le collaborazioni con partner qualificati, capaci di fornire consulenze specialistiche in sicurezza e gestione del personale, costruendo un sistema efficiente, lineare e al passo coi tempi. Questa strategia rende Ebiten un interlocutore primario nel tessuto produttivo e sociale del Paese.

Il nuovo Comitato Esecutivo conferma una forte rappresentanza paritetica tra le parti sociali. Come pensate di tradurla in iniziative concrete per lo sviluppo della bilateralità?

La rappresentanza paritetica garantisce un equilibrio fondamentale per una governance partecipativa e responsabile, assicurando che le istanze di imprese e lavoratori siano contemplate nella stessa misura. Questa è la forza distintiva degli enti bilaterali, in particolare nel settore terziario dove la pluralità delle attività richiede un dialogo costante, concreto e costruttivo. In termini pratici, la continuità si traduce in piani di formazione congiunti, campagne di sensibilizzazione su temi come la sicurezza sul lavoro e il welfare territoriale, e lo sviluppo di servizi di prossimità che rendano la bilateralità un riferimento reale e tangibile per le aziende associate e i loro dipendenti. Guardiamo inoltre all’integrazione con gli indirizzi fissati dal Ccnl e agli accordi interconfederali che da sempre favoriscono questi strumenti multilaterali di tutela.